i candidati del PD in Abruzzo

By innovatorieuropeipescara

E le scelte del PD abruzzese suscitavano polemiche e perplessità 

La cosa che sconvolge non è purtroppo la propaganda lanciata sui giornali locali dalle segreterie provinciali abruzzesi del PD, che hanno giocato a copiare le parole di Veltroni sul cambiamento e la necessità di nuovi nomi, giovani, donne e appartenenti alla società civile nelle liste regionali per le prossime elezioni politiche.
Non è certo nel segno della novità infatti che si aprono i dibattimenti e le lotte intestine per i candidati alla lista regionale del PD.
Risultato reperti del cretaceo e fossili del quaternario, tutti rigorosamente tesserati da molto tempo ai vecchi partiti,  politici navigati della vecchia Margherita e dei Democratici di Sinistra. Gli elettori abruzzesi del PD che si aspettavano aperture e cambiamento  saranno terribilmente delusi.

Il nuovo emerge con la maschera del vecchio o forse il contrario ma il risultato è lo stesso, ed è un risultato che non solo puzza dei soliti giochi di segreterie locali, provinciali e regionali ma cerca di rappresentare il vecchio proclamando il nuovo impegnandosi a volerci dimostrare che Tommaso Ginoble, Marco Verticelli, Teresa Ginoble (ma lo sa Veltroni che le parentele esistono anche nel PD e si annidano tra le viscere della regione più verde d’Europa?), Lamberto Quarta, Giovanni Lolli, Giorgio D’Ambrosio, Pina Fasciani,  Bernardo Mazzocca, Enrico Paolini, e Franco Marini rappresentino il nuovo.

Non si tratta di dileggiare persone che  sono  per bene ma di certo questo non è il nuovo, non è ilcambiamento.
Tra questi nomi almeno la metà già siedono negli scranni della Regione. Ammiro l’impegno nazionale della segreteria del PD a modernizzare il partito decidendo che persone come Ciriaco De Mita non siano più candidabili, elogiabile il no grazie alla candidatura di Giuliano Amato, Romano Prodi, Vincenzo Visco, ma dai miei trentacinque anni  mi chiedo: era necessario caro e stimato Presidente Marini replicare la sua candidatura, nonostante per diritto e forse per merito Lei sia presente a vita nel direttivo della Segreteria nazionale del PD?
Perchè in Abruzzo non si apre un dibattito serio sulla partecipazione di nuovi nomi della società civile, giovani e donne  nella politica locale?

L’Abruzzo si dirà non è certo la Lombardia o la Toscana o il Lazio, “terra di antiche tradizioni!”, ma questo è rimanere immobili al cretaceo.

Credo che tutti avremmo gradito una spinta maggiore verso l’innovazione, avrebbero fatto bene veramente  nuovi nomi, giovani e donne, rappresentanti della società civile a questa “terra di antiche tradizioni!”. Spero solo che i giochi non siano già stati fatti e che sia ancora possibile recuperare.

 

Alessandro Massacesi

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